Bio

Kristian Sensini, flautista, compositore e orchestratore marchigiano, è tra le voci più originali e raffinate del jazz italiano contemporaneo, capace di fondere la libertà dell’improvvisazione con la profondità narrativa della scrittura per immagini, costruendo un linguaggio in cui il flauto diventa voce, dramma e respiro, sintesi di rigore formale e tensione poetica; diplomato in Jazz con il massimo dei voti al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro con una tesi dedicata alle origini del flauto nella musica afroamericana, ha studiato con Bruno Tommaso, Gian Marco Gualandi, Giulio Visibelli, Stefano Zenni e David Liebman, perfezionandosi al Berklee College of Music sotto la guida di Matt Marvuglio, dove ha ottenuto la borsa di studio “Umbria Jazz”, e maturando un percorso di ricerca che intreccia improvvisazione, etnomusicologia, sound design e orchestrazione; la sua attività concertistica lo ha portato nei principali festival italiani — Umbria Jazz, Bologna Jazz Festival, Sant’Elpidio Jazz, Alma Jazz, Jazzfriends.it — collaborando con artisti come Paolo Fresu, Stefano Bollani, Lucio Dalla, Jeff Berlin, Pietro Condorelli, Hiram Bullock, Tino Tracanna ed Elio (delle Storie Tese), e aprendo i concerti di Kenny Barron, Larry Coryell e Irio De Paula; fondatore dell’Odd Times Quintet, con cui ha esplorato le connessioni tra jazz, letteratura e classica (da Calvino a Mozart), e del trio KeyeS III, Sensini ha elaborato una poetica che intreccia lirismo mediterraneo, modernità armonica e libertà timbrica, in un fraseggio flautistico che respira, costruisce e racconta; citato da Stefano Benini nel volume Il flauto jazz tra i migliori flautisti italiani, è autore del saggio Le origini del flauto nella musica jazz (Lulu Publishing), testo di riferimento per lo studio dello strumento nel linguaggio afroamericano, e del metodo Il jazz è un gioco da ragazzi (Progetti Sonori), dedicato alla propedeutica dell’improvvisazione; premiato come compositore con il Musicomics Award 2024 per My Love Affair With Marriage e con il ColonneSonore.net Award 2014 per Rocks in My Pockets, e più volte finalista ai Jerry Goldsmith Awards (nove nomination tra film, documentari e corti), Sensini trasporta nel jazz la stessa sensibilità drammaturgica e visiva che caratterizza le sue colonne sonore, costruendo paesaggi sonori in cui la melodia si fa narrazione e il silenzio diventa elemento formale; definito da registi e colleghi come “un musicista capace di tradurre in suono la psicologia dei personaggi” e “un raro equilibrio di rigore, poesia e intensità emotiva”, egli rappresenta oggi una figura chiave del flauto jazz europeo, capace di coniugare intuizione e costruzione, emozione e analisi, radice e modernità, facendo del suono un atto di conoscenza e della musica un modo di vedere il mondo.